Contattaci, anche per le emergenze 0331 40 53 10 Via Legnano, 2 - 20010 San Giorgio su Legnano (MI)
Orari di apertura: Lu - Ve: 9:30 - 13:00 / 14:30 - 19:00

carie
Chiamaci per maggior informazioni
L’odontoiatria conservativa è una branca dell’odontoiatria restaurativa che si occupa della cura dei denti cariati o che per svariati motivi (es traumi) abbiano perso parte della propria struttura.

La moderna “conservativa” è basata sul concetto di minima invasività, con la rimozione del solo tessuto cariato e la sua sostituzione con un materiale da restauro, che viene legato direttamente al tessuto sano per ripristinare forma, funzione ed estetica.

A perturbare lo stato di salute del dente possono intervenire varie situazioni patologiche, la più frequente delle quali è la carie dentaria, ossia la decalcificazione e distruzione progressiva dei tessuti duri del dente per l’azione di microrganismi presenti nella placca batterica.

Il processo patologico è irreversibile ed è caratterizzato dalla demineralizzazione della componente inorganica e distruzione di quella organica.

I batteri, in particolare lo Streptococco mutans, nutrendosi dei residui degli zuccheri sulla parete dentale, producono acidi responsabili della demineralizzazione.

Se non si interviene tempestivamente la cavità prodotta dalla carie si ingrandisce e approfondisce estendendosi finché la polpa viene raggiunta dai batteri con trasformazioni irreversibili dovute all’infezione.

Quando si arriva a questo stadio la cura conservativa che consente di mantenere il dente evitando l’estrazione è la terapia endodontica, o cura canalare o anche più impropriamente devitalizzazione.

QUALI SEGNI INDICANO LA PRESENZA DI UNA CARIE?

La carie può non dare alcun segno precoce della sua presenza, oppure i sintomi sono tanto lievi da non indurre preoccupazione.

Questo avviene soprattutto nei primi stadi, ma spesso anche di fronte alla completa distruzione del dente il paziente può non riferire alcun fastidio particolare e mostrarsi anzi sorpreso di quanto avvenuto senza dolore.

Solo con il controllo periodico dal dentista – che va effettuato anche in assenza di dolore – è possibile verificarne la presenza fino dai primissimi stadi e intervenire con una terapia precoce e quindi limitata, minimizzando i danni e scongiurando dolori improvvisi e cure in regime di urgenza.

Il dolore perciò, nel caso dei denti, non è un segnale di allerta affidabile e neanche un indice di gravità del danno: la soluzione è la visita periodica dal dentista.

L’eccessiva sensibilità al freddo è un sintomo da tenere in considerazione, ma non è un indice univoco della presenza di una carie. E’ la polpa la parte sensibile e se la polpa è in necrosi, o è stata asportata per una pregressa terapia canalare, questo sintomo viene a mancare.

Da notare a questo proposito che la carie attacca indifferentemente e con la stessa intensità sia denti sani, sia denti precedentemente curati o devitalizzati.

Un dolore più o meno localizzato che perdura per un certo tempo successivamente allo stimolo, questo rappresenta un segno evidente della presenza di una carie già allo stato avanzato.

Il danno si estende in rapida progressione e se non intercettato in tempo porta inevitabilmente a fenomeni dolorosi di pulpite (infiammazione acuta) e necrosi (morte cellulare) della polpa del dente stesso.

La cura in questa fase tardiva non è più la rimozione della parte cariata e un’otturazione più o meno estesa, ma è necessitano il trattamento endodontico (o cura canalare, detta anche devitalizzazione)